Liliana Segre

Il Presidente Mattarella pochi giorni fa ha nominato una nuova senatrice a vita: Liliana Segre, testimone della Shoah.

Nata nel 1930 da una famiglia ebrea e a 8 anni ha dovuto lasciare la scuola a causa delle leggi razziali, a 13 anni è stata deportata nei campi di concentramento ad Auschwitz partendo dal tristemente famoso binario 21 della Stazione di Milano.

Li come tanti milioni di persone,ebrei,omosessuali, oppositori politici le fu tolto il nome e impresso un numero di matricola 75190. Oggi il suo Paese che all’epoca voleva cancellarne anche il nome, le conferisce l’onore più grande di rappresentare l’Italia grazie all’esempio della sua vita, siede accanto a persone come Elena Cattaneo, Renzo Piano, Carlo Rubbia , Mario Monti.

Il Presidente della Repubblica con questo gesto risponde anche alla diffusione del sentimento di razzismo che si sta  lentamente sviluppando tra alcuni italiani. La vita di questa donna è un esempio di lotta all’odio e alle discriminazioni. Sopravvissuta all’orrore visse con i nonni (gli unici a uscire dal lagher), sposò un avvocato cattolico deportato perché non volle aderire alla Repubbica Sociale. Le viene riconosciuto questo alto merito di diffondere da 30 anni, nelle scuole, soprattutto a ragazzini dell’ età che aveva lei quando visse l’orrore, racconta le ” follie del razzismo”. Ha scritto alcuni libri perché non bisogna dimenticare che l’uomo è stato in grado di fare tali barbarie e non bisogna dimenticare che tanti hanno preferito girare lo sguardo per non vedere, non bisogna dimenticare affinché questo non accada mai più.

La Senatrice è presidente di un’associazione “Le Pietre d’inciampo”, si tratta della deposizione di una pietra col nome di uno dei tanti che non hanno più un sepolcro perché bruciati nei campi di sterminio.

Alcune pietre sono già state deposte come quella davanti alla Bocconi a Milano che ricorda l’ingegnere che la progettò. Si chiamano così perché sono volutamente un “inciampo” nel quotidiano, una pietra che invita a fermare e Riflettere in un mondo dove tutto ci sembra scontato. Le libertà di cui oggi noi godiamo sono state pagate con il sangue di chi visse allora.

Non bisogna dimenticare ma neanche usare la violenza per non diventare come loro perché come dice la Senatrice Liliana Segre “la prima libertà è quella dall’odio”.

 

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